242 – Rosso Indiano – Colori a Vernice per Restauro Maimeri (20 ml)
Il Rosso Indiano 242 è un ossido di ferro naturale caratterizzato da una tonalità bruno-rossastra molto scura, fredda e dotata di un potere coprente e colorante straordinario. Nel restauro, è apprezzato per la sua densità e per il sottotono leggermente violaceo che lo distingue dalle altre terre rosse. La formulazione con resina mastice assicura che il ritocco mantenga una brillantezza profonda e una rifrazione coerente con le superfici antiche, garantendo al contempo la totale reversibilità richiesta dai protocolli conservativi.
Dettagli tecnici:
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Marca: Maimeri
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Linea: Colori a Vernice per Restauro
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Codice Colore: 242 – Rosso Indiano
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Formato: Tubo da 20 ml
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Legante: Resina mastice purissima in essenza di trementina
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Resistenza alla luce: Massima (+++)
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Coprenza: Coprente
Caratteristiche del prodotto:
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Forza Tintoria: La sua intensità permette di scurire altre tinte senza renderle fangose, mantenendo una nota rossastra decisa.
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Stabilità Chimica: Essendo un ossido di ferro, è uno dei pigmenti più inerti e resistenti agli agenti atmosferici e alla luce.
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Reversibilità Permanente: Il ritocco può essere rimosso in ogni momento con solventi idonei, senza rischio di migrazione del pigmento negli strati originali.
I consigli dell’artista:
Il Rosso Indiano è fondamentale per reintegrare le zone d’ombra nei dipinti architettonici, nei terreni e per le basi scure dei panneggi rossi. È inoltre il colore perfetto per imitare le preparazioni “a bolo” o le imprimiture brune tipiche della pittura del XVII e XVIII secolo.
Il trucco:
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Integrazione delle Ombre: Grazie al suo sottotono freddo, il Rosso Indiano 242 è ideale per scurire i rossi di cadmio o le ocre senza ricorrere al nero, ottenendo ombre molto più naturali e profonde.
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Miscele per i Viola Terrosi: Unito al Blu Oltremare, crea dei toni violacei molto scuri e coprenti, perfetti per il ritocco di zone in ombra profonda dove la luce è quasi assente.
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Riproduzione di Marmi e Pietre: Diluito con essenza di trementina, è eccellente per tracciare le venature scure di marmi antichi o per simulare le erosioni e i depositi di polvere sulle architetture lapidee.
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Tecnica a Tratteggio: Per il “rigatino”, usalo con moderazione: data la sua alta concentrazione di pigmento, basta una minima quantità sulla punta del pennello per ottenere segni netti e decisi che definiscono il volume della lacuna.



