535 – Nero d’Avorio – Colori a Vernice per Restauro Maimeri (20 ml)
Il Nero d’Avorio 535 (storicamente ottenuto dalla carbonizzazione di frammenti di avorio, oggi prodotto da ossa animali) è un pigmento caratterizzato da una tonalità nera profonda, calda e dotata di un eccellente potere coprente. Rispetto ad altri neri, come quello di Marte o di Fumo, il Nero d’Avorio è apprezzato nel restauro per la sua capacità di non risultare “piatto” o “metallico”, mantenendo una certa morbidezza ottica. La formulazione con resina mastice purissima assicura una rifrazione luminosa coerente con le vernici antiche e una reversibilità totale.
Dettagli tecnici:
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Marca: Maimeri
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Linea: Colori a Vernice per Restauro
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Codice Colore: 535 – Nero d’Avorio
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Formato: Tubo da 20 ml
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Legante: Resina mastice purissima in soluzione di essenza di trementina
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Resistenza alla luce: Massima (+++)
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Coprenza: Semicoprente / Coprente
Caratteristiche del prodotto:
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Tonalità Calda: Possiede un sottotono leggermente bruno che lo rende estremamente naturale e facile da integrare nelle opere d’arte antica.
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Reversibilità Certificata: Il ritocco può essere rimosso in qualsiasi momento con solventi blandi (trementina), proteggendo l’integrità dello strato pittorico originale.
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Versatilità di Miscela: Si combina perfettamente con tutti gli altri colori della gamma senza “sporcare” eccessivamente le tinte, grazie alla sua granulometria controllata.
I consigli dell’artista:
Il Nero d’Avorio è il pilastro per la costruzione delle ombre assolute, dei contorni e per la creazione di grigi nobili. È indispensabile nel restauro di dipinti seicenteschi, dove il contrasto tra luci e ombre (chiaroscuro) richiede un nero che abbia corpo ma che sappia anche farsi velatura sottile.
Il trucco:
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Il Grigio di Payne “Fatto in Casa”: Mescola il Nero d’Avorio con una punta di Blu Oltremare e una di Bianco di Zinco. Otterrai un grigio azzurro profondo e freddo, perfetto per le ombre delle vesti bianche o per le nuvole temporalesche.
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Ombre Profonde negli Incarnati: Non usare mai il nero puro sui volti. Aggiungi sempre una punta di Terra di Siena Bruciata o Rosso Indiano: questo “nero caldo” imiterà la profondità della pelle senza creare l’effetto “buco nero” sulla tela.
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Velature Finali: Se una zona del dipinto appare troppo chiara o “cruda” dopo la pulitura, passa una velatura di Nero d’Avorio estremamente diluita. Agirà come un filtro che abbassa la luminosità generale in modo uniforme e discreto.
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Tecnica del Tratteggio: Nel “rigatino”, il Nero d’Avorio è fondamentale per definire i tratti più scuri. Grazie alla resina mastice, il segno rimane nitido e brillante, evitando che il ritocco diventi opaco e si stacchi visivamente dalla brillantezza della vernice originale circostante.


